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30-12-10

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Cristina D’Ambrosio nata  Rossi de Gasperis   Domicilio e studio Ardea citata dalla stampa specializzata,dal 1974 al 1980 nel catalogo- Anno Santo, nel Leonardo nel catalogo U.N.E.D.I  nel 2006 nell’Annuario d’Arte moderna editrice ACCA in Arte Roma dove erroneamente indicata con il cognome di nascita anziché con il suo nome d’arte, nel 2008, Annuario d’Arte moderna editrice ACCA in arte

 

TESTI   CRITICI

M.Venturuoli, M.Caproni, G.Viscione, M.Calabrese, G.Selvaggi, E.Borsellino, M.L.Celeste, L.Tallarico,
E.Caniglia, T.Todi, Giuseppe Parisi, Maria Laura Celeste, Mara Ferloni

  

     Michele Calabrese  -  (selezione critica)      L’Esplosione e i dubbi di Cristina  1995

 ……”L’ artista indugia,riflette e si esprime con dolcezza nei colori che si stemperano in fiotti d’azzurri e di blu contornati da sprazzi di bianco che non sono mai biaccosi……

“si guardi bene il disegno compatto e sicuro si guardino bene i colori che l’artista ha distribuito sulle sue opere con perizia e con efficace eleganza .

Sono colori che cantano e sembrano sussurrare alle nostre distratte orecchie:ecco per voi uomini di poca fede ,l’anima nascosta del mondo nella luce interpretativa nuova,soave,moderna……”

  

      Giuseppe  Selvaggi  (selezione critica)     “Lampi di memoria 2”   2002

."......Cristina D'Ambrosio  è un incisiva disegnatrice,la benedizione Michelangiolesca è fresca trasferita nell'opera pittorica. Qui accade l'evento di uno scatto.
L 'Artista consapevole del suo tempo storico,coglie con intuizione e freschezza le indicazioni,non soltanto tecniche e materiche, del novecento,sino a questo " oltre" appena iniziato con il secolo XXI.
Chi si fermerà superando il primo impatto, rianalizzando l'opera globale dell'artista potrà annotare,goduti e fatti propri,i più veloci passi delle avanguardie.
Una metafora complessiva per l'opera tutta della D'Ambrosio potrebbe essere quella di trovarci di fronte ad un fiume lento e simultaneamente in piena : di immagini e luci,di cose realisticamente individuali e di altre a chi guarda lasciate immaginare....
"

      Luigi Tallarico  (selezione critica)  2003 - Presentazione del book di Cristina D’Ambrosio   

 Il linguaggio figurativo dell’arte influenzato dalle due spinte egemoniche, rappresentate,da una parte dal sistema classico-che, vincola la pittura alla qualità rappresentativa della figura e alla sua dipendenza dal mondo esterno,di cui celebra la bellezza,il, naturale,e,dall’esperienza soggettiva dell’artista che dopo il romanticismo e il futurismo,ha vincolato la pittura a se stessa,ossia alle leggi proprie di un’arte che considera l’autonomia della forma-luce in una comprensione di spazio-tempo. “……La portata di tale bipolarità,sia espositiva che espressiva,dell’arte e che l’evento va visto in funzione della continuità e non del conflitto tempo-spazio infatti la figura in Cristina D’Ambrosio,una volta invasa dal colore-luce,esprime indifferentemente l’ambiente come fatto esterno e come preparazione di una interiorità che si salda allo spazio.”…….Nella D’Ambrosio nasce la necessità di uscire dall’affanno del quotidiano e di trascurare gli accanimenti della tranche de vie, che hanno caratterizzato tutti i realismi,puntando non solo sulla sintesi di realtà-astrazione,ma sulla percezione di una essenzialità che includa nell’unità il tempo e lo spazio……”

  

         Emma Caniglia    (selezione critica) 2004   “Città in evoluzione-fatti e misfatti”

 “…..Pastosi colori ad olio,sabbia,terra,plexiglas,sassi,cementite,giornali,ecc,fanno parte dell’ultimo percorso artistico (percorso di ricerca) di Cristina D’Ambrosio,legato al suo disaggio quotidiano,alla sua emotività…..”

 

         M. Laura Celeste       (selezione critica)  2007    “ Emozionandodue

 In occasione della mostra  Emozionandodue ho nuovamente la possibilità gradita di parlare della pittrice Cristina D’Ambrosio, artista appartenente alla prestigiosa “ Galleria Vittoria” e presenza ormai indiscussa nel mondo dell’arte contemporanea.

“…….Durante diversi colloqui avvenuti tra di noi,Cristina ha più volte espresso con un po’ di trepidazione  la consapevolezza di avere un pubblico nutrito che la segue da tempo, fedele e pieno di aspettativa.

“……Da qui la  “poliedricità  visiva”delle sue opere,sempre presente nel tormentato percorso di ricerca della D’Ambrosio,per il quale semplice materiale di riciclaggio come ferro e rame,carta di giornali,spago,sabbia e terra,foglie e legno,compensato e plexiglas, colori ad olio diventa quasi magicamente “potente” fra le sue mani e con il tempo e l’esperienza si armonizza in un “gioco”sapiente di luci ed ombre di pieni e vuoti di bianchi e neri.

“…Non solo, da qui la voglia e la capacità di riproporsi continuamente con forme e metodologie artistiche sempre diverse ed imprevedibili…”

  

      Tiziana Todi      (selezione critica)  2007  “Emozionandodue

 La personalità di Cristina D’Ambrosio è andata delineandosi pian piano. Oggi ben manifestata e già disposta ad ulteriori approfondimenti di quella ricerca ostinata, fin quasi testarda, che è la via maestra lungo la quale il fenomeno evolutivo ha trovato e trova l’alimento necessario per crescere.
La tavolozza tuttavia è l’elemento primario di questa felice progressione. Le variazioni tonali giocano un ruolo fondamentale come in una scultura , senza comunque soffocarne il lirismo che lo copre di misurati interventi.

“…….Il dono di una particolare sensibilità l ha condotta alla massima precisione di tutti i passaggi fino al momento in cui l’idea si è depositata in un oggetto o in un pensiero articolato…”

“…La simmetria non esiste, la perfezione è noiosa, la scintilla vitale dell’opera è l’imperfezione, forme senza formalismi che s’impongono come un enigma…..”

 

 

      Consuelo  Ruggiero - Crotone  15 Ottobre  2007

   

In occasione della personale dell’artista  alla galleria “Il Futurista”,gestita da Lucia Messina e dall’artista Enzo Fabbiano,Consuelo Ruggiero sul Quotidiano scrive: “….Arte e realtà s’intrecciano nei quadri della D’Ambrosio.Sembra quasi che i soggetti

delle sue opere,stiano per prendere vita.

Questa è la sensazione immediata che creano all’occhio del visitatore le opere dell’artista romana Cristina D’Ambrosio

L’artista espone solo alcune delle sue opere . Chiamarli dipinti è poco,perché le creazioni di D’Ambrosio sono dei veri e propri mosaici che intersecano l’arte con la realtà.

Su tavole di legno l’artista dosa sapientemente sabbia e corda,cemento e reti metalliche , materiali di riciclaggio , ferro e stucco creando talvolta anche particolari installazioni in plexiglas,legno, terra e sabbia .

Fantasiosa e creativa,l’artista trasmette con singolare capacità espressiva,l’energia delle sue emozioni nei colori vivaci o sobri,nelle forme del legno che supportano le sue creazioni che vengono tagliate e smussate per adattarsi ai sentimenti che l’artista vuole esprimere.

Mai così semplice è stato passare da un genere espressivo all’altro, giustificato dall’esigenza di rendere l’arte un  tramite utile per trasmettere messaggi interiori…”

 

        Ufficio Sampa  -   ZeroUNO  - Barletta  “Emozionando 1 2 3”

 

Per l’occasione della personale dell’artista romana Cristina D’Ambrosio il centro culturale ZeroUno nel comunicato stampa scrive così delle sue opere.

Cristina D’Ambrosio è un artista poliedrica,sperimentatrice del mondo dell’arte.

La sua pittura scultorea si dipana in un esposizione personale di circa 15 lavori che tra astrazioni calde ed avvolgenti giunge ad una figurazione inconsueta, difforme, riempita nell’essenza e nell’assenza.

Materica , scultorea , poetica , consapevole delle emozioni che ogni materia porta con se,dallo spago alla terra,dal cemento alla carta,dall’olio alla tavola,si diffonde con gli stessi materiali e nell’utilizzo,li racconta in totale sinergia.

Si lascia emozionare e si abbandona ad un racconto che è di se stessa e di ciò che la circonda.

Riesce a sorprendere perché si sorprende capace com’è di cogliere gli aspetti più impensati e trasformarli in arte.

“ Emozionando” giunge , dopo un lungo percorso , sin qui , in un racconto antologico di se, itinerante nel tempo e nelle opere proposte

  

   Mara Ferloni -  “Armonia ed equilibrio nelle opere di Cristina D'Ambrosio”

 

Cristina D'Ambrosio interpreta con materiali più diversi il momento magico,sospeso nel tempo,delle sue emozioni che acquistano energia dalle vibrazioni dei colori ad olio sulla carta velina ,metafora di relazione tra il suo mondo interiore e l'esterno.Dopo un percorso tradizionale e figurativo, ma sempre molto personale,tesa alla ricerca di nuove tecniche,l'artista arriva all'astratto e lavora con carta velina,carta pesta,ferro,cemento,stucco sabbia,terra,corda,rete metallica,legno ,oro con la sua lucentezza,intesa come componente preziosa della natura,foglie essicate,tutti elementi che da soli o associati consentono una visione simbolica della realtà dei nostri giorni.
I colori ,verdi,violacei,bianchi,neri,rosa,celesti,giocano,si assimilano,si diluiscono e nella seguenza delle opere si assiste come ad una esplosione di masse cromatiche divise dalla trasparenza del plexiglass e attraversate da un appasionato desiderio di armonia,di luce, come solo la natura può ancora regalare a chi trova il tempo di "abbandonarsi" lasciandosi sedurre,alle sue suggestioni in un recupero dell'equilibrio con se stessi e con le proprie emozioni.Così nascono opere fortemente materiche come "Facciata di palazzo" dentro la quale s'immagina la vita,s'intravedono occhi che osservano ,scrutano ,e poi "Incontri", "La luna e l'onda", "Uragano", "Vortice verde", "Spazio libero" , "Armonie" ,tutte realizzate con materiale di riciclaggio,di per se freddo,che Cristina riscalda riuscendo a trasfigurare liricamente i frammenti della realtà attraverso timbri  tonali,che congiunti alla carta riempiono lo spazio dove tutto si percepisce,così anche sullo sfondo gli accenni di figura e tutto diventa un magma di colore e forme che assumono vita propria facendo emergere oltre alla profondità della materia,sensazioni primordiali,visioni che perdono il loro significato letterale per diventare percorso della memoria.
Le forme astratte o le installazioni,cariche di slanci vitali,immersi in atmosfere di spazi metafisici create da una fantasia che trova ispirazione in una vasta gamma di materiali anche più umili,sono in perfetta sintonia con il nostro presente e fanno di Cristina D'Ambrosio un artista impegnata in una costante ricerca moderna che cerca di saldare quel filo perenne che lega il cuore della natura al cuore dell'uomo e le consente di sognare un ritorno all'equilibrio e all'armonia mentre lampeggiano negli occhi di chi osserva ,tra illusioni e realtà , le sue stupende,emozionanti "Tempesate" di carte veline palpitanti di colori.

 

    Maria Laura CELESTE

Nel visionare in anteprima le opere che la pittrice Cristina D'Ambrosio esporrà nella personale "Armonie" a Roma presso la rinomata Galleria Vittoria,ancora una volta mi sono stupita ed emozionata nel constatare la forza e la tenacia con cui la D'Ambrosio,attraverso un percprso artistico travagliato continua s seguire la propria ispirazione pittorica e poetica creando opere sempre nuove per forma e metodologia. La voglia e la capacità di riproporsi continuamente è espressa in questa personale dall'introduzione della carta velina lavorata con le mani e sapientemente colorata allo scopo  di creare uno spessore plastico (v.ad es. "Sabbia d'argento "La luna e l'onda","Uragano" etc.).Uso aggiunto,quindi,della carta velina accanto a quello della carta pesta utilizzata come base pittorica della composizione "Armonie ed Equilibri" che insieme con "Armonie"da il titolo alla Mostra in questione.
Non solo ,l'introduzione dell'uso massiccio dei colori acrilici oro ed argento,dai ,quali la D' Ambrosio in questo momento è molto affascinata anche se i solchi d'oro e d'argento,presenti in tutte leopere sembrano più lamine di coltello affilate che arabeschi orientaleggianti.
Semplice materiale di riciclaggio,dunque,quello finora usato dalla pittrice armonizzatosi con il tempo e l'esperienza che diventa quasi magicamente ancora più potente fra le sue mani in un gioco sempre più sapiente di luci ed ombre di spazi pieni e vuoti,di superfici bianche,nere e colorate;così da stimolare profondamente lo spettatore,quasi ad ipnotizzarlo per convincerlo a tuffarsi nei suoi quadri e quindi nella natura,l'unica,secondo la D'Ambrosio,in grado di salvare l'uomo dal profondo disaggio quotidiano per un tessuto urbano sempre più cementato e privo di spazi verdi (v.ad es."Vortice verde",Facciata di palazzo","Spazio libero")
Opere imprevedibili che accanto ad installazioni grandi e piccole  anche se simili nel contenuto:pone sempre in primo piano la natura,leit-motiv di questa mostra (v.ad es. "Il silenzio della natura","Protagonista ....la natura,Foglie riflesse etc.).
In conclusione una poliedricità visiva sempre presente nel percorso artistico della D'Ambrosio,in virtù del quale il termine stesso di pittrice attribuito a Cristina ,che seguo da anni,potrebbe apparire riduttivo e andrebbe secondo me sostituito da quello più completo di artista,artista ad ampio raggio,vera artista

 

 Fabio Bianchi 

 sul quotidiano di Piacenza scrive così di D'Ambrosio  e delle sue sovrapposizioni:

D'Ambrosio presenta composizioni a tecnica mista dove riprende poetica dell'objettrouvet, potnterealiso anni 60 ed ansia espressiva dei poveristi. Dimostra che l'arte come collage ed assemblaggio ha tutt'ora un futuro,un ercato perché traduce incertezza e contraddizioni attuali,e il pessimismo esistenziale si evidenzia nei suoi colori scuri .

 

 

 

 

                                                                             

 

 

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Ultimo aggiornamento:  30-12-10